
Nuovi aggiornamenti disumani dal “centro umanitario di Agadez, Niger, CPR invisibile in mezzo al deserto finanziato da Italia ed Europa, eredità di accordi siglati Minniti 2017 per la strategia di “esternalizzazione confini”.
Oggi sono bloccati 1500 rifugiati, adulti, bambini, donne, anziani, malati e disabili: lontani 15km dalla città di Agadez, senza presidio medico stabile né corrente elettrica, con un acquedotto inagurato nel 2024 e rifugi che non sono adeguati alle condizioni climatiche ed ambientali estreme.
Da 192 giorni stanno portando avanti una protesta pacifica per chiedere rispetto per i loro diritti di esseri umani.
Queste persone stanno chiedendo di poter vivere una vita dignitosa e in pace. Chiedono rispetto per i loro diritti di esseri umani. Chiedono di poter essere reinsediati.
C’è chi aspetta risposte da 7 anni.
C’è chi si è visto perdere il proprio fascicolo dal CNE – Commission Nationale d’Eligibilité che gestisce le richieste di asilo.
Nel febbraio 2025 è stata sospesa la distribuzione delle tessere alimentari, i voucher per l’approvvigionamento del cibo per i rifugiati: azione di ritorsione per farli desistere dal protestare.
Martedì 25 marzo 2025 alle 12.00 sono stati arrestati 8 rifugiati, 4 giovani uomini e 4 donne, 2 delle quali madri che hanno dovuto forzatamente lasciare soli i propri figli, 2 delle quali sono anche malate e in cura farmacologica.
Queste 8 persone fanno parte del comitato dei rifugiati. I funzionari governativi non vogliono che esista un comitato. I capi di accusa non ci sono: arresti arbitrari come ennesima azione di repressione.
Border Resistance, account X (ex Twitter), che si descrive come “Border Resistance è un collettivo che si batte per i diritti dei migranti, degli sfollati e dei richiedenti asilo nella regione euro-mediterranea.” ha condiviso un documento di denuncia e appello di rilascio dei rifugiati.
“Agadez è diventata una trappola mortale per migranti e richiedenti asilo dall’Africa a causa delle politiche di frontiera esternalizzate dall’Europa. I rifugiati affrontano violenze, aggressioni e arresti in condizioni disumane. Esortiamo la comunità internazionale ad agire ora: porre fine alle loro sofferenze e alla loro protezione.”
Si può parlare di mala gestione dei rifugiati da parte di UNHCR e CNE, aggravando già la triste situazione di vita da cui queste persone sono fuggite: la maggior parte sudanesi, ma che convivono con altre 19 nazionalità diverse, fuggiti da guerre, crisi umanitarie, repressione.
Si deve parlare di abusi e violazioni nei confronti dei rifugiati da parte delle autorità nigerine e scarico di responsabilità da parte dell’ UNHCR locale. (approfondimento di Laura Morreale, MeltingPot)
Si devono denunciare tali abusi in quanto la giustizia è colonna portante della pace: ricerca la giustizia se vuoi la pace.
I dati globali di ottobre 2024 condivisi da UNHCR parlano chiaro:
- 122,6 milioni di persone forzatamente sfollate
- 37,9 milioni di #rifugiati
- 8 milioni di richiedenti asilo
- Circa 433600 rifugiati sono tornati nei loro Paesi di origine nella prima metà del 2024
- 85000 sono stati reinsediati (con o senza assistenza UNHCR): significa solo lo 0,22%
La strategia del Piano Mattei per l’Africa del governo Meloni è perseguire il motto “aiutiamoli a casa loro”, con ogni mezzo e ad ogni costo (approfondimento sul modello Meloni “pagare dittatori e regimi per tenere prigionieri i migranti” di Luca Casarini)
La strategia dell’ Europa e del Regno Unito non varia molto, anzi, Von Der Leyen e UK hanno esplicitamente dichiarato di prenderlo come esempio, così si vedranno spuntare sempre più “canili” (CPR) come quello in Albania in tutto il resto d’Europa e UK. Nuovi buchi neri, lager non più solo in Italia.
Così il campo di contenimento, il CPR invisibile di Agadez in mezzo al deserto in Niger, è l’ennesimo buco nero che fagocita le voci dei senza voce.
Qualche voce, però, arriva a trapelare e quanto segue sono gli aggiornamenti del 2 aprile 2025
“Verso le 10:30, è arrivato il personale dell’ufficio del direttore dell’UNHCR di Agadez, insieme a diversi membri dello staff dell’ufficio del CNE, della gendarmeria e della Croce Rossa.
Il vicedirettore dell’ufficio del CNE ha affermato che i rifugiati trattenuti sono stati arrestati per ordine amministrativo perché hanno violato le decisioni del Ministero degli Interni.
I comitati sono stati sospesi e il problema non è stato ancora risolto.
Il direttore dell’ufficio dell’UNHCR di Agadez ha parlato degli aiuti presso il centro umanitario. Ha affermato che i servizi forniti saranno ridotti perché l’UNHCR è stato colpito dalla decisione del presidente degli Stati Uniti Trump di sospendere il supporto umanitario.
Qui ad Agadez, l’ufficio è stato colpito e hanno una carenza di materiali. Pertanto, il valore della carta alimentare sarà ridotto a 5.000 pesos nigeriani. Dopo tre mesi, i servizi forniti saranno tagliati e gli aiuti saranno forniti solo per segnalazioni speciali.
Poi ha parlato di reinsediamento, dicendo che il tasso è molto basso, raggiungendo solo il 2%, e a volte non è disponibile.
…poi ha parlato il vicedirettore della gendarmeria, cercando di provocare i rifugiati interrompendo la conversazione, anche i traduttori erano imprecisi, e c’era uno dei rifugiati che cercava di spiegare a volte ai rifugiati, ma il vicedirettore della gendarmeria stava cercando di impedirglielo.
Dopo aver finito di parlare, abbiamo chiesto al direttore dell’ufficio dell’UNHCR di parlare con lui. Gli abbiamo fatto alcune domande sulla decisione di ridurre il valore della carta alimentare per tre mesi e poi interrompere completamente i servizi. Ha eluso alcune delle domande e ha risposto ad altre.
Ha detto: “Devi informarti su questa decisione”.
Ha detto: “Hai un ufficio a Dakar in Senegal e un ufficio a Ginevra. Devi informarti con loro”.
Ha detto: “Sì, non hai altra scelta che seguire una formazione professionale e integrarti localmente, e non ci sono opportunità di reinsediamento”.
Ha anche detto che il campo profughi nella capitale, Niamey, sarà chiuso e consegnato all’esercito.
Inoltre, per quanto riguarda i rifugiati detenuti, qual è il ruolo dell’UNHCR nei loro confronti?
Ha detto che sono in prigione in buone condizioni e vengono trattati bene, e non sono stati portati in tribunale. Se vengono portati in tribunale, gli avvocati andranno da loro, ma in prigione, non fanno nulla per loro.”
In seguito il direttore del dipartimento di protezione dei rifugiati ha parlato della protesta dei rifugiati via social media e della pubblicazione dei loro appelli ed ha dichiarato che non ha paura delle loro denunce pubbliche. Si è affiancato anche il vicedirettore dell’ufficio CNE cercando di intimidirli dichiarando che si muoveranno anche su questo piano per capire cosa faranno in seguito i rifugiati aggiungebndo che i rifugiati dicono di rispettare lo Stato, ma non lo rispettano.
I rifugiati hanno confutato le accuse dei funzionari rispondednogli che rispettano il Niger e il suo popolo, ma che i loro problemi sono con l’UNHCR, non con il governo, e non vogliono rimanere ulteriormente bloccati nel centro umanitario di Agadez.

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