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Davide Tommasin ዳዊት

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Passo dello Stelvio – URSUS fxd Extreme

Pubblicato il 12/01/15, 9:24 pm

Il 2015 inizia con una bell’impresa, una pedalata verso il Passo dello Stelvio in scatto fisso : FIXED EXTREME

NAGAYE Project URSUSfxd Trieste - Passo dello Stelvio - scatto fisso fixedgear

2 folli, Andrea Bicidermico ed il sottoscritto, siamo partiti venerdì pomeriggio da Trieste e Cervignano in treno verso Padova dove ci attendeva il terzo folle della situazione, Mirko, con cui, dopo aver imbarcato in macchina bici e bagagli, ci siamo diretti verso quel di Sondalo per pernottare all’ albergo alle Alpi.

Dopo esser arrivati e sistemati, dormito qualche ora, il sabato eravamo in piedi alle 7.00 pronti per acclimatarci psicologicamente all’impresa che ci aspettava, dopo naturalmente aver fatto colazione.

Durante la colazione abbiamo fatto scambiato qualche parola con tre signori che la sapevano lunga dei luoghi e dei posti della zona e che, vedendoci abbigliati da ciclisti, ci hanno chiesto curiosamente dove eravamo diretti: noi abbiamo risposto che volevamo dirigerci verso il passo dello Stelvio, cercando di scollinare, anche se sapevamo già che quasi sicuramente avremmo trovato neve e/o ghiaccio ad attenderci, ma che con la dovuta cautela e mettendoci testa, volevamo comunque tentare questa impresa vicino all’ impossibile.

Naturalmente nessuno dei tre ci ha preso sul serio, ci hanno guardato con occhi sgranati come chi cerca di capire se é uno scherzo, ma una volta ribadito la nostra posizione, la nostra certezza di spingerci verso quella cima, scollinare e poi chiudere la pedalata portando a casa 140 km, nulla é servito per fargli credere che era tutto vero: ecco anche perché scrivo questo anneddoto su questa pedalata a scatto fisso, su questa bella impresa, così da documentare nero su bianco anche con foto e traccia #strava quello che io, Mirko e Andrea abbiamo percorso con i nostri bicicli scatto fissati partendo da Sondalo, passando da Bormio e spingendoci su, fino a metà salita dal rifugio dello Stelvio.

Ok, tra una cosa e l’altra ci siamo messi in strada alle 9.30am tutti belli carichi sia nel morale, che come abbigliamento, credendo di dover sopportare temperature vicine o sotto zero: da Sondalo a Bormio abbiamo trovato dai 5 agli 8 gradi e per com’eravamo abbigliati, abbiamo sofferto e le gambe non giravano come dovevano.

Avvicinandoci a Bormio, da dove sarebbe partita l’ascesa verso il passo Stelvio, abbiamo cominciato a svestirci un po, chi si é tolto il passa montagna, chi lo scalda collo… ma tant’é abbiamo continuato a testa bassa col la volontà di andare avanti nonostante tutto il resto.

Sorpassato il centro di Bormio ci siamo diretti verso il primo tornante preceduto dalla sbarra che chiudeva la strada verso il passo: il cartello recitava Strada Chiusa, poco male perché anche questo non ci ha fatto desistere dal continuare la nostra pedalata.

  • L’ obiettivo : scollinare il passo dello Stelvio;
  • L’ approccio : arrivare dove si poteva arrivare pianificando realisticamente che avremo anche potuto mollare per condizioni stradali e/o climatiche avverse;

Abbiamo scavalcato la sbarra ed abbiamo iniziato a pedalare a testa bassa in una strada che, poi abbiamo realizzato, era tutta per noi tre ciclisti, ma che si faceva sentire già da quelle prime pedalate ai piedi del passo, perché tirava su bene… pendenza minima 6/7%

NAGAYE Project URSUSfxd Trieste - Passo dello Stelvio - scatto fisso fixedgear

Per i primi tornanti sentivamo il caldo, cercavamo di trovare l’andatura, il silenzio dominava, a parte il ticchettio, tintinnio di un nipple dentro il cerchio della ruota anteriore della bici di Mirko che scorrazzava libero… qualche battuta, qualche parola che rompeva il silenzo della pedalata ma sempre avanti a pedalare a testa bassa e ogni tanto buttando l’occhio all’orizzonte per godere del panorama che continuava a mutare grazie al fatto che ad ogni metro avanti vedevamo la valle sempre più lontana: ci stavamo alzando di molto.

Superati i 4/5 tornanti iniziali, l’ombra ha iniziato a farla da padrona e con lei pure qualche cumulo di neve che si trasformava in rivoli d’acqua che correvano al di sopra del ghiaccio mossi dalla pendenza della strada e da qualche colpo di vento che sbuffava da dietro a ogni tornante.

Questo aspetto, tornati, ghiaccio e vento hanno iniziato a giocare con noi ciclisti, ci siamo detti che era giuto il momento di ponderare bene se continuare, se proseguire anche a piedi e vedere fin dove ci saremmo spinti effettivamente.

Il gioco di sali, pedala, scendi cammina sulla neve fresca per non scivilare sul ghiaccio, aggrappati al guardrail, ci ha portati a sorpassare 3 o 4 gallerie fino a 14 tornanti prima del passo Stelvio: da qui la strada non era più percorribile, o meglio, si sarebbe potutto pravare, tentare ma sarebbe stata un’impresa non più di tre folli, ma di tre ciclisti completamente fuori di testa… era troppo pericoloso, così a malincuore ci siamo fermati, abbiamo ripreso le forze, con un po di amaro in bocca, abbiamo girato le bici e siamo ridiscesi con tutta calma verso Bormio e Sondalo dove ci aspettava la strada di casa.

Totali chilometri pedalati 64 per circa 1800 metri di dislivello.

Non siamo arrivati in cima, ma poco male, magari non é stata un’impresa completa, ma é stata davvero un’avventura ciclofissata in compagnia e grazie anche ai paesaggi montani che hanno completato l’escursione, donandoci panorami favolosi.

#URSUSfxd #Trieste + #NAGAYEproject = #STELVIOfxdEXTREME 2015

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Scatto Fisso sullo Stelvio
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Davide Tommasin
Davide Tommasin

Un po’ nerd, un po’ ciclista con la voglia di tornare a girare l’ Etiopia

http://www.tommasin.org

Tagged With: slowtour, snow, faggin, stelvio, bicicletta, turismo bicicletta, viaggio bici, fixedgear, ursusfxd, giallomelone, ursusfxd extreme, ghiaccio, neve

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