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Davide Tommasin ዳዊት

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Diritti umani & cibo come moneta di scambio al “centro umanitario di Agadez”

Pubblicato il 20/02/25, 10:22 am

Protesta pacifica al centro umanitario di Agadez, Niger, 150 giorno e le tessere alimentari come ricatto UNHCR

Niger, i diritti umani e la distribuzione della tessara alimentare vengono usati come moneta di scambio da parte dello staff locale UNHCR verso le proteste pacifiche dei rifugiati: da 151 giorni stanno chiedendo il rispetto dei diritti fondamentali come esseri umani.

I diritti sono valore assoluto, non possono essere mercificati: se viene negato a te o se viene dato quel diritto ad un altro si chiamano privilegi ed anche le vite delle persone perdono di significato.

Lo rivendica anche l’account @refugeeniger con un video:

I diritti dei rifugiati sono diritti umani e non sono negoziabili.
Perché l’UNHCR Niger sta tagliando le carte alimentari ad Agadez?
150 giorni di proteste pacifiche ad Agadez

Questa mattina, 20feb2025, ricevo un messaggio:

“La nostra situazione umanitaria è diventata molto difficile. Protestiamo pacificamente da cinque mesi e non abbiamo visto nulla. Tuttavia, la carta alimentare non è stata distribuita. La situazione non è come alcuni pensano. Ora, bambini, donne, pazienti e disabili non hanno nulla da mangiare. Perché ci impediscono di mangiare? È un diritto umano? Tutto questo perché abbiamo rivendicato i nostri diritti.”

UNHCR Niger il 19 febbraio 2025 comunica via Twitter X, che:

“L’UNHCR continua a impegnarsi a collaborare con la comunità di rifugiati di Agadez, le autorità e i partner per individuare soluzioni pratiche, eque e durature che salvaguardino la dignità e il benessere di tutti i rifugiati e richiedenti asilo.”

Questo che segue è la traduzione del Commento delle notizie da parte di Emmanuel Gignac, rappresentante dell’UNHCR in Niger sulla situazione in corso presso il Centro umanitario Agadez:

“Questa notizia è attribuibile a Emmanuel Gignac, rappresentante dell’UNHCR in Niger.

Desidero ribadire l’impegno incrollabile dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, a impegnarsi in un dialogo significativo e costruttivo per rispondere alle continue lamentele presso il Centro umanitario vicino ad Agadez, in Niger.

Il 5 febbraio mi sono recato ad Agadez insieme al signor Mohamed Abdou, direttore generale (DG) del registro civile, delle migrazioni e dei rifugiati del Ministero dell’Interno del Niger, per incontrare la comunità di rifugiati presso il Centro e ascoltare in prima persona le preoccupazioni dei rifugiati, comprendere le loro sfide e discutere insieme di possibili soluzioni.

Sfortunatamente, l’incontro non ha avuto luogo. Il DG e la sua delegazione si sono seduti e hanno atteso nel luogo che era stato concordato per l’incontro, ma i rappresentanti della comunità dei rifugiati hanno rifiutato di unirsi e hanno scoraggiato il resto della comunità dal farlo.

L’UNHCR rispetta pienamente il diritto dei rifugiati a esprimere pacificamente le proprie frustrazioni e lamentele. Valorizziamo le loro prospettive e ci impegniamo ad ascoltarle. Allo stesso tempo, esortiamo i rappresentanti della comunità a riconsiderare il loro approccio, poiché un dialogo aperto e costruttivo rimane il modo più sensato ed efficace per trovare soluzioni ai problemi che la comunità sta affrontando e per migliorare le condizioni del Centro.

Siamo profondamente preoccupati per la richiesta delle autorità del Niger di sospendere la distribuzione dei buoni pasto; ci risulta che la decisione sia stata presa in seguito all’invito rivolto ai rappresentanti della comunità a incontrare le autorità locali di Agadez, invito che non è stato accolto perché queste non si sono presentate.

Incoraggiamo i manifestanti a rispondere alle richieste delle autorità di avviare un dialogo con loro, poiché dobbiamo risolvere rapidamente questa situazione in modo che le persone vulnerabili all’interno della comunità non ne siano influenzate negativamente. Tutti coloro che affrontano sfide e hanno esigenze speciali dovrebbero essere in grado di accedere all’assistenza di base.

L’UNHCR continua a impegnarsi a collaborare con la comunità di rifugiati di Agadez, con le autorità e con i nostri partner per individuare soluzioni pratiche, eque e durature che salvaguardino la dignità e il benessere di tutti i rifugiati e richiedenti asilo nel Paese, compresa Agadez.

Contatti per i media :

A Niamey, Helen Ngoh Ada, ada@unhcr.org +227 8281 9755
A Dakar, Alpha Seydi BA, baalp@unhcr.org , +221 77 200 36 81”

Cosa succede al “centro umanitario di Agadez” finanziato da Italia ed Europa?

Protesta pacifica al centro umanitario di Agadez, Niger, 150 giorno e le tessere alimentari come ricatto UNHCR
Protesta pacifica al centro umanitario di Agadez, Niger, 150 giorno e le tessere alimentari come ricatto UNHCR

#KeepEyesOnAgadez

 

Davide Tommasin
Davide Tommasin

Un po’ nerd, un po’ ciclista con la voglia di tornare a girare l’ Etiopia

http://www.tommasin.org

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