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Etiopia, le Forze del Tigray si ritirano, gli Eritrei continuano con Crimini e Violenze

L’OMS venerdì 2 dicembre ha dichiarato che non ha ancora pieno accesso a tutte le aree in Tigray, stato regionale settentrionale dell’Etiopia.

Mike Ryan, il direttore delle emergenze dell’OMS in conferenza stampa ha dichiarato:

“Quel processo di pace non ha ancora portato al tipo di pieno accesso, accesso illimitato e alla massiccia assistenza medica e sanitaria di cui la gente del Tigray ha bisogno”

Si aggiungono le dichiarazioni anche del Dr. Kibrom, direttore esecutivo dell’ Ayder Hospital di Mekelle:

“Anche noi dell’ Ayder Hospital stiamo ancora aspettando. Ringraziamo ICRC Ethiopia (un partner vero e affidabile) per aver trasportato i nostri materiali per la dialisi e l’insulina da Addis a #Mekelle.”

Mike Ryan ha aggiunto che ci sono stati problemi nell’ovest del Tigray nelle aree sotto il controllo delle milizie e in altre aree controllate dalle truppe eritree:

“Ci sono ancora parti significative del paese che sono occupate dalle forze eritree, per le quali non c’è accesso, e rapporti molto inquietanti emergono intorno alle esperienze delle persone lì”


Approfondimento: Etiopia, continuano violenze e abusi dell’Eritrea in Tigray nonostante l’accordo di Pretoria


Un mese fa esatto, 2 novembre, è stato firmato l’accordo di tregua a Pretoria, Sud Africa, tra governo etiope e rappresentanti del Tigray.

Le truppe dell’Eritrea, a nord, e le forze della vicina regione etiope di Amhara, a sud, hanno combattuto a fianco dell’esercito etiope nel Tigray, ma non hanno aderito al cessate il fuoco e non sono nemmeno state incluse nei tavoli di negoziato.

Nell’accordo i punti espliciti:

  • immediato accesso umanitario alla regione;
  • ritiro delle “forze straniere” dalla regione: eritrei, forze speciali e milizie amhara, Fano, non nominate esplicitamente nell’accordo;

In aggiunta come punti focali il disarmo delle forze del Tigray e la presa di controllo delle aree da parte dell’ENDF, Ethiopian National Defence Forces, l’esercito federale.

Il giorno 1 dicembre l’ufficio comunicazione del Gov. etiope condivide un comunicato indicando che si è riunito nella città di Shire il Comitato misto di pianificazione tecnica che dovrebbe delineare il piano dettagliato per il disarmo dei combattenti del Tigray.

Il ritiro delle forze partigiane del Tigray lo hanno dichiarato con comunicati ufficiali sempre lo stesso giorno:

Sulla pagina facebook la dichiarazione del TPLF – Tigray People’s Liberation Front, qui uno stralcio:

“L’esercito del Tigray ha iniziato a lasciare i fronti di guerra…

A seguito dell’accordo di pace raggiunto tra il Tigray e i governi etiope a Pretoria, Sudafrica, Nairobi, Kenya, nella città di Nairobi, secondo il documento di attuazione firmato tra il Tigray ed il governo etiope, l’esercito del Tigray comandanti supremi, a Nairobi.

Stanno iniziando a partire [le forze del Tigray] dal fronte, ovvero dal sud, Mai Kinetal, Zalambessa, Nebelet, Chercher, Kukufto, Higumbirda, Beriteulay e Abergele.”

Tigray TV pubblica un video condividendo la notizia del ritiro delle forze del Tigray.

  • “L’esercito del Tigray ha iniziato a ritirarsi da varie aree della linea di battaglia per attuare l’accordo di cessate il fuoco.”

Il 3 dicembre secondo Bacha Devele, ambasciatore etiope in Kenya, le forze di difesa tigrine guidate dal partito TPLF consegneranno le armi pesanti all’esercito federale: evento dopo 2 anni di guerra genocida e 1 mese dopo la firma dell’accordo.

L’ago della bilancia ancora le “forze straniere”, in prima linea l’esercito eritreo.

L’accordo per il raggiungimento della pace è una strada di compromessi tra le parti ed uno scambio di fiducia passo passo fino al raggiungimento dell’obiettivo. Ci sono propositi e segnali positivi, ma siamo appena sulla soglia, c’è tutto da fare.

Riguardo alle garanzie della ritirata delle forze eritree non ci sono ancora segnali reali dal campo: tale variabile potrebbe decretare la buona riuscita o meno dei buoni propositi di messa in opera dei negoziati. Il governo etiope dovrebbe farsi carico di tale responsabilità sotto la mediazione e supervisione dell’ Unione Africana.


Approfondimento di Reuters: Etiopia, Saccheggi, allontanamenti forzati affliggono il Tigray nonostante la tregua – testimoni


In tutto questo contesto sarebbero più di 13 milioni di persone bisognose e dipendenti dal supporto umanitario in tutto il nord Etiopia, Tigray Amhara e Afar, martoriato dalla guerra.

Il popolo del Tigray è allo stremo.

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