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Tigray – Interrogazione Accordo Militare Italia Etiopia di Piera Aiello

“Nel Tigray (Etiopia) è in corso dal novembre 2020 una guerra che ha assunto le connotazioni di genocidio, in cui la comunità tigrina, oltre agli eritrei rifugiati, è sottoposta a violazioni dei diritti umani di ogni tipo”

Così inizia l’interrogazione parlamentare (a risposta scritta 4/10383) di Piera Aiello, mercoledì 6 ottobre 2021, in seduta n. 573.

Occorre fare di più per fermare il genocidio in Tigray - Etiopia - Elisabetta Trenta
Occorre fare di più per fermare il genocidio in Tigray – Etiopia – Elisabetta Trenta

Un’interrogazione avanzata grazie al lavoro costante dei Giovani Tigrini in Italia per cercar di dar voce a chi non ha voce oggi in Tigray, al loro popolo, alle loro famiglie: tutte persone che hanno bisogno urgente e subitaneo di soccorso medico ed alimentare. Persone che sono sotto attacco ormai da quasi un anno tra violenze, abusi e stupri, repressione, massacri su civili e, come da parole della Aiello un conflitto dalle “connotazionei di genocidio” e nella quale sono stti prerpetrati crimini di guerra e contro l’umanità. Oggi quelle persone stanno subendone le conseguenze: una carestia che avanza e che ha già creato morti, adulti e bambini. Una carestia, fame come arma di guerra indotta per scelte e volontà politica. L’accesso agli aiuti umanitari in Tigray è stato per mesi e rimane tutt’oggi più che problematico: le modalità di sdoganamento, amministrativo per l’unica via di accesso, la meno insicura, via Semera, Afar, concede l’entrata dei convogli una tantum, ma dovrebbero entrarne 100 camion al giorno costanti, ogni giorno per sopperire ai bisogni dei tigrini: cibo, acqua e carburante.  Sottolineando anche che sono stati sospese agenzie come MSF – Medici Senza Frontiere dallo stesso governo etiope, espulsi 7 alti funzionari di tali realtà come “persona non grata” (perché ritenuti collusi con i “terroristi” del TPLF, gli attuali partigiani del TDF – Tigray Defence Forces, che per dichiarazione recente dell’ Ufficio degli Esteri tigrino stanno combattendo per la loro stessa sopravvivenza, per non soccombere). Dall’inizio della guerra dal 3 nov. 2020 sono stati uccisi 23 umanitari.

Quindi l’Italia che posizione ha in tutto questo contesto? Che atti pratici ha prodotto?

L’Italia di Draghi da un lato si è adeguata alle intimazioni e alle dichiarazioni di indignazione prendendo le distanze dalle violenze e abuso dei diritti umani come richiesto dall’ USA di Joe Biden e dall’ Europa, dall’ altro ha voluto esportare democrazia per le ultime elezioni (parzialmente attuate in Etiopia causa stato di emergenza in varie parti del Paese) finanziandole con 400.000 euro. Elezioni attuate con non pochi problemi.

Legge 185, difesa ed armi

L’Italia, oltre ad essere il primo Paese europeo con accordi di interesse con l’Etiopia, mesi prima dello scoppio della guerra in Tigray, ha siglato un accordo con il governo etiope. Ed è proprio su questo punto che @TigrayItalia vuole avere  e chiede trasparenza fin dal’ inizio e vorrebbe capire lo status dell’accordo: lo vorremmo tutti. L’attività comunicativa dei giovani tigrini della diaspora sono riuciti a farsi ascoltare dall’ ex ministro della difesa Elisabetta Trenta che ha espresso anche la sua posizione su tale accordo esprimendo indignazione per quel che sta capitando in Tigray ed in Etiopia da quasi un anno.

OGGI, 14 Ottobre 2021 (data in cui pubblico questo mio post) l’interrogazione risulta ancora in corso.

Terrò aggiornato questo articolo.

LINK di approfondimento:

  1. Link all’ interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/10383&ramo=CAMERA&leg=18
  2. “Guerra in Etiopia, non possiamo restare a guardare.” di Elisabetta Trenta su Formiche
  3. “Occorre far di più per fermare il genocidio in Etiopia” di Elisabetta Trenta
  4. “LE ATROCITÀ COMMESSE DAI SOLDATI AMHARA IN Tigray” di Elisabetta Burba su il Panorama
  5. Archivio di aggiornamenti ed articoli dedicati alla crisi umanitaria in Tigray che ho scritto per Focus on Africa

 

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