
Chi si ferma al titolo non è pronto, chi è almeno incuriosito e varca la soglia per leggere tutto l’articolo è già sulla via e chi arriverà in fondo avrà già una certa sensibilità, coscienza superiore delle cose per cui potrà trovarne risonanza.
Prima di entrare nell’argomento però mi sento in dovere di provare a chiarire cosa si intende per fascismo oggi, se no si rischiano fraintendimenti, ambiguità e deviazioni di pensiero e logica del confronto.
Il fascismo (fascismi attuali) : forma mentis è una mentalità che privilegia autoritarismo, nazionalismo, gerarchia, ordine, disciplina, azione e sacrificio collettivo per la grandezza della nazione, esaltando il capo come guida infallibile, rifiutando il dibattito democratico liberale in favore di un’unità organica e totalizzante, e vedendo la vita come un cammino austero e militante volto al servizio dello Stato. Si manifesta come una tendenza al conformismo verso il potere, alla ricerca dell’«uomo forte» e all’adesione acritica a un’ideologia che promette ordine e grandezza, spesso con toni violenti o aggressivi.
Il fascismo, o per meglio dire i fascismi che non sono relegati al fascismo dell’epoca storica del ventennio, ma che lo comprendono come metodologia repressiva, continua a serpeggiare in maniera sempre più subdola perché è un mutaforma: il fascismo sa adattarsi e come spiega l’antropologia, l’adattamento è strettamente legato alla sopravvivenza. Chi sa adattarsi continua a vivere.
Il fascismo non vince perché ha idee forti. Vince perché sa mutare forma.
Il fraintendimento collettivo è non percepire che la lotta di resistenza oggi dovrebbe essere più consapevolmente adattata al tempo presente. La guerra ai fascismi non si fa sul piano ideologico, ma sul piano metodologico e strumentale: i valori da tutelare non sono e non devono diventare strumenti per cercare di scardinare quel sistema e quella foma mentis. Quei vaolori sono e devono rimanere l’identità della causa contro quella mentalità. Gli strumenti per supportarli e tutelarli sono altra cosa.
L’adattamento significa parlare anche un linguaggio attuale: non perdi quindi perché hai torto, ma perché non parli la lingua di questi tempi. Bisognerebbe iniziare a parlare con parole nuove: questo implica che si guardi lo stesso contesto sotto altri punti di vista. Il punto di vista alternativo o nuovo determina più consapevolezza e conoscienza del contesto. Se il punto di vista e l’approccio rimangono sempre quelli, si continuerà a reiterare la stessa visione e strategia, probabilmente anche gli stessi errori.
I fascisti del 2025 hanno capito bene come si fa.
Cambiano nomi, date e luoghi, ma la strategia è sempre quella.
I fascisti moderni rinnovano e svecchiano continuamente semantica e simboli per attechire sulle persone di questo tempo, ma con gli stessi intenti del passato: non rifondare il partito fascista, ma continuare a perseguire il potere con prepotenza e prevaricazione, cercando di reprimere contestatori ed oppositori. Non servono i manganelli e l’olio di ricino delle squadracce e delle camicie nere.
Oggi i fascismi hanno capito che si potevano insinuare nelle istituzioni e che le volontà politiche possono formalizzare, normare e legittimare il loro approccio.
«Lega e fascisti li abbiamo fatti entrare noi al governo, li abbiamo legittimati noi, li abbiamo costituzionalizzati noi. Siamo ancora nel centrodestra, di cui siamo il cuore, il cervello e la spina dorsale»
Silvio Berlusconi, 28sett2019,
convegno di partito Forza ItaliaNota sulla citazione: F.I. come linea politica dal 1994 per includere e normalizzare non la rifondazione del partito fascista, ma la sua normalizzazione nell’ arena politica e visto come “riequilibrio della democrazia”; i fascismi moderni non hanno bisogno di simboli del passato o dichiarazioni esplicite (come la tessera di partito) per esistere o influenzare la politica, ma supportati da giochi semantici e coercizione della percezione dei potenziali votanti.
Dall’altra parte però non c’è massa critica tale per cui arrivi a scardinare questo status di prepotenza: la maggioranza partitica democratica (poi bisognerebbe capire cosa significhi realmente democrazia, ma si aprirebbe un nuovo mondo – forse oggi, sempre più, bisognerebbe parlare di “democrazia occidentale” perché fondata sui valori occidentali sempre più polarizzati – riconoscendo che i valori sono formati e plasmati dalla cultura che muta col tempo e con lo spazio, i luoghi) è congelata politicamente ad un approccio prettamente ideologico e valoriale, ma senza realmente perseguire con strumenti adatti e attuali la loro tutela.
In sonstanza: non si è mai fatto i conti col passato, per questo tornano continuamente fuori i demoni del passato. Non c’è mai stato reale confronto, o meglio un’ esame di coscienza, un punto di vista nuovo, ma continua la guerra duale, guerra muro contro muro: è uno scontro palesemente senza via di usicta.
I partiti democratici (p.d.) di oggi sono fossilizzati nello scontro duale nel sottolineare simboli fascisti del passato, denunciare i nostalgici, ma al contempo si sono dimenticati di guardare il presente fascista: un buco di governance e socio politico che rende libertà di movimento a quelle politiche repressive, coercizzanti e subdole che gli stessi p.d. vogliono sradicare, ma non ci riescono.
Il potenziale elettorato questo lo percepisce: magari non sa spiegarlo a parole, ma si sente tradito, non sente più l’allineamento a quei partiti contro i fascismi proprio perché non è guerra culturale, ma più profonda. E’ la percezione che oggi muove gli elettori che sentono dissonanza cognitiva: non sanno spiegarla, ma sanno che non è coerente e soprattutto integra con la lotta contro i fascismi odierni. Quei p.d. perdono quindi terreno e non hanno possibilità di vittoria.
In sostanza:
Se non si evolve e attualizza il modo di difendere ciò che è giusto, la prepotenza troverà sempre terreno fertile.
Un esempio d’attualità come analogia a tutto questo è la presa di posizione di ZeroCalcare contro la presenza alla fiera di “Più libri più liberi”.
ZeroCalcare ha scelto di non presenziare a questa grande fiera editoriale: non perché abbia abbandonato i valori o le cause che sostiene, ma perché ha percepito che il luogo non era più adatto a incarnare la sua integrità e il messaggio che vuole trasmettere.
La sua identità si è scontrata con la dissonanza dei “compagni” che nonostante quei luoghi sanno essere contaminati da fascismi e nostalgici continuano a presidiarli: infatti dopo una lettera di protesta di ZeroCalcare e una 80 di altri artisti, scrittori e intellettuali per far ostracizzare la casa editrice “Passaggio al Bosco” perché considerata fascista, gli organizzatori hanno negato la richiesta e la sua esclusione dalla fiera.
La causa rimane la stessa, i valori sono invariati, ma i luoghi cambiano e con essi cambiano i modi in cui agire e far arrivare il messaggio, senza compromessi o spettacolarizzazioni.
Tra le righe si può capire come ZeroCalcare, figlio di questi tempi, abbia preso posizione netta consapevole o per sensibilità profonda, per coscienza o istitiva, che la lotta non è solo presenziare i luoghi per principio: ha quindi scelto di sottrarsi, invece che di presidiare.
Questo insegna molto di più: insegna che la libertà è scegliere dove stare, non restare ovunque per principio.
I giovani meritano luoghi nuovi e linguaggi nuovi, non le vecchie trincee degli adulti.
Ora eusto risulterà forte e forse blasfemo, ma in un paese auto definito democratico, posso avere la presunzione di dichiararlo:
I partigiani per la resistenza di ieri non sono i partigiani della resistenza di oggi: se vale per i fascisti dei tempi bui e i neo-fascisti di oggi deve valere anche per tutti gli altri, se no è visione e presunzione faziosa. Non mi sento di aver scritto un’eresia se contestualizzate come figure dei tempi di ieri e di oggi. L’identità delle cause sono le stesse, cambiano gli approcci, gli atteggiamenti e le armi di scontro perché sono cambiati i tempi.
Non dimenticare il passato per non commettere gli stessi errori, ma prenderne anche il meglio per evolversi e crescere in maniera condivisa ed equa (equità: /e·qui·tà/ – virtù che consente l’attribuzione o il riconoscimento di ciò che spetta al singolo in base a una interpretazione umana e non letterale della giustizia.) utilizzando gli strumenti attuali.
La speranza è che sempre più persone per creare massa critica, inizino a percepire questa dissonanza cognitiva tra buoni propositi contro i fascismi. Conseguenza diretta il dovere di prendere posizione per far pressione o creare, per chi ne ha le facoltà, un nuovo approccio al linguaggio, alla comunicazione e ai luoghi fisici e mentali, come strategia contro tutti i fiascismi.
Quindi il fascismo vincerà sempre?